Riccardo Raul Papavero, oltre ad essere un artista di immenso talento, è un grande amico del Dieci.
Nel nostro locale ospitiamo spesso delle sue opere, una contaminazione di stili e atmosfere che vanno dall’arte sperimentale, al grunge e l’arte industriale.
Come lui stesso afferma, ama l’arte in tutte le sue forme, proprio come sua madre da cui ha ereditato questa passione.

Abbiamo incontrato Riccardo Raul Papavero e abbiamo fatto due chiacchiere con lui. Ne è uscita un’intervista che vi proponiamo in questo articolo.

Iniziamo con una domanda semplice: raccontaci qualcosa di te

Sin da bambino mi diletto nell’arte e da circa 10 anni questa passione è diventata una vera e propria attività. È iniziato tutto come un hobby, per 7-8 anni nei weekend esponevo le mie opere nei locali. A 40 anni ho però deciso di fare un cambiamento radicale e negli ultimi 3 anni la mia passione è diventata anche la mia professione.

Cosa hai fatto per realizzare questo sogno?

Mi sono lanciato e ho iniziato a girare diversi market: Bergamo, Biella, Bologna sono state le città che mi hanno aiutato nella crescita professionale. Ad oggi sono riuscito a stringere collaborazioni importanti con architetti, galleristi e designer; un percorso che è in continua crescita perché molte fiere di settore mi stanno contattando per esporre come artista. Padova, Parma, Genova Lussemburgo e Parigi in tre anni hanno significato un’esplosione di eventi che mi hanno fatto crescere come artista.

Quali sono le linee guida del tuo stile e le tue caratteristiche?

Nei miei quadri rimango fedele alla tecnica utilizzata da mia madre: il collage. All’inizio, quasi per gioco, i miei quadri sono stati una rappresentazione artistica dei manifesti. Mi piace molto ricreare le locandine dei film, giocare con le immagini di musica e arte e reinventarle con il mio stile.

Che cosa ricerchi nei tuoi quadri?

Un’emozione, quella che magari il manifesto in sé non riesce ad esprimere. Mi piace combinare diverse tecniche: acrilico, collage e tecniche di restauro artigianale e sfruttare le contaminazioni del digitale. Carta e legno e colla sono i materiali principali.

Come definiresti il tuo stile?

Uno stile grunge, industrial e bohémien: direi che queste sono le tre parole che riassumono al meglio il mio stile.

Perché hai deciso di esporre al Dieci di Busto Arsizio?

Mi piace entrare direttamente in contatto con le persone. Ho deciso di esporre al Dieci perché voglio catturare le emozioni della gente. Il mio obiettivo è che chi è seduto al Dieci e sta prendendo un aperitivo in relax con gli amici, rimanga rapito ed estasiato dai miei quadri.

Come ti senti in questo momento della tua carriera?

Ad oggi sono in una fase di ricerca del quadro perfetto, una fase di gavetta e sperimentazioni di nuovi materiali e tecniche… finalmente riesco ad osare e sperimentare la mia arte per aggiornare il mio stile!

E siamo sicuri che questa sperimentazione ti porterà molto lontano!

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